Acqua e territorio, beni da salvaguardare.

20 marzo 2015

Acqua e territorio, beni da salvaguardare.

Senza acqua a rischio il meglio delle nostre Dop ed Igp

Articolo Giornale di Vicenza 21_03_2015

Il presidente Martino Cerantola: “il miracolo dell’Expo è possibile anche grazie a tutto questo”

Vicenza, 20 marzo 2015. “Un tempo esisteva il guardiano delle acque. Oggi, con la grande edificazione esistente, dobbiamo fare i conti con una superficie sempre meno capace di drenare l’acqua, quindi il ruolo dei Consorzi di bonifica diventa determinante per la manutenzione dei canali, la ricarica delle falde e la tutela ambientale”. Con queste parole il presidente del Consorzio di bonifica Alta Pianura Veneta, Silvio Parise, è intervenuto ieri sera a Lonigo, in occasione del convegno “Acqua e territorio, beni da salvaguardare”, che ha visto sul tavolo dei relatori anche Gianfranco Battistello, direttore Consorzio di bonifica Alta Pianura Veneta e Francesco Vincenzi, presidente Associazione nazionale delle bonifiche delle irrigazioni e dei miglioramenti fondiari, moderati dal direttore di Coldiretti Vicenza, Giovanni Pasquali e con le conclusioni del presidente provinciale di Coldiretti Vicenza, Martino Cerantola. Chiaro il quadro presentato dal direttore del Consorzio: “il rapporto dello scarico d’acqua tra area edificata ed agricola è di uno a 15. Ciò fa capire quanto importanti siano i bacini di contenimento. Gli ultimi bacini realizzati o in fase di ultimazione sono quelli di Caldogno (3,8 milioni di metri cubi), Trissino (2,5 milioni di metri cubi) ed altri di minori dimensioni, tra cui Brendola e San Germano dei berici, vere e proprie aree attrezzate a servizio della comunità. Negli ultimi cinque anni sono stati conclusi interventi di bonifica per 23 milioni di euro e sono in via di ultimazione altri lavori per 24 milioni di euro. Tra le opere più ambiziose nella zona di Lonigo, un importante intervento per l’irrigazione collinare di Lonigo – Sarego – Alonte, per la quale si attendono fondi regionali”. Acqua, dunque, intesa come grande risorsa per il territorio, l’ambiente ed il mondo agricolo. “Nessuno vuole vivere in un territorio a rischio idrico e, soprattutto – sottolinea il presidente Francesco Vincenzi – nessuno decide di investirci, perciò deve stare a cuore a tutti questo importante aspetto. Abbiamo chiesto al governo di disporre maggiori finanziamenti a favore delle opere di bonifica ed al Parlamento di emanare una legge sul chiaro utilizzo del suolo agricolo, fino ad oggi sottratto in modo non etico dalle costruzioni”. Ed il presidente Martino Cerantola aggiunge: “i consorzi di bonifica servono anche a fare grande la nostra agricoltura ed i nostri prodotti, attorno ai quali c’è un volano di turismo enogastronomico e commercio non trascurabili. Mondo economico, politico ed istituzioni, quindi, devono prendere atto di questa esigenza e collaborare con serietà ed azioni concrete”. Consorzi, non carrozzoni. “I Consorzi di bonifica hanno recepito e fatto propri i principi della spending review – conclude il presidente Francesco Vincenzi - riducendo al minimo la propria struttura politica. Un segno di rispetto verso i cittadini, ma che oggi ci mette in seria difficoltà se le istituzioni e la politica non rispondono adeguatamente”.

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Matteo Crestani Giornalista