Apre il bacino, alluvione scongiurata

01 marzo 2016

Apre il bacino, alluvione scongiurata

Montebello ok. Caldogno può attendere. Medesime condizioni meteorologiche ma destino diverso per i bacini di laminazione della provincia. Se il primo, e più anziano, invaso è stato messo in funzione scongiurando così il pericolo alluvione nella zona dell'Ovest vicentino, il secondo, inaugurato parzialmente poco più di un mese fa, è rimasto a guardare.

Troppa poca l'acqua scesa dal cielo secondo il Genio Civile che non ha potuto così collaudare la grande opera costata 41 milioni.  Il bacino di laminazione è stato aperto alle 4 di ieri mattina, invasando 1,5 milioni di metri cubi d'acqua senza che fossero lambiti i vicini ristoranti e fattoria. L'evento meteorologico ha interessato prevalentemente le valli del Chiampo e dell'Agno, con il livello idrometrico del torrente Guà registrato ieri alle 7 a Brogliano a 1,45 metri su una soglia di 0,40. Per avere un paragone, nell'evento eccezionale del 2010 si arrivò a 2,20 metri, ma con una maggiore persistenza. Ieri sera era prevista la fine della laminazione, anche considerando la situazione meteo in miglioramento, ma la squadra Servizio antipiena del Genio civile di Vicenza è rimasta in stato di allerta per scongiurare eventuali ulteriori imprevisti ritorni della pioggia. «Grazie ai lavori effettuati sul ponte del torrente Rodegotto, lungo via Trento a Montebello, l'intera area, a seguito delle abbondanti precipitazioni, è stata salvata da allagamenti che avrebbero comportato ingenti danni alla zona industriale e non solo», è il commento del presidente del Consorzio di bonifica Alta Pianura Veneta, Silvio Parise.

ALTRE CRITICITÀ. Se Montebello è rimasta all'asciutto grazie all'invaso, non sono mancate alcune criticità negli altri paesi dell'Ovest vicentino. In particolare ad Altavilla e Creazzo con allagamenti e illuminazione pericolante. Lavori anche a Monteviale per una pianta caduta in strada dove fortunatamente in quel momento non stavano transitando veicoli. A Sovizzo si è verificato uno smottamento, rimasto monitorato a lungo da protezione civile, Comune e polizia locale. CALDOGNO ASCIUTTO. Mentre il bacino di laminazione di Montebello è entrato in funzione, l'invaso di Caldogno è rimasto a guardare. E dire che poteva essere il giorno buono per il collaudo. Come raccontato qualche giorno fa, infatti, la pioggia che nel 2010 fu devastatrice, oggi, purché in quantità non eccessiva ma nemmeno insufficiente, era «condizione necessaria per poter collaudare il maxi-bacino». L'acqua scesa dal cielo aveva fatto sorridere (in parte) inizialmente i tecnici del Genio civile di Vicenza. E, invece, niente da fare. «Deve scendere più pioggia - ammette il direttore del Genio Marco Dorigo - perché quella di questi giorni non è stata sufficiente. Non siamo riusciti a fare alcune prova. E le condizioni non ci consentono di metterlo in funzione». Niente da fare. Alla prossima precipitazione.