Caldo,mais distrutto e latte in calo

21 luglio 2015

Caldo,mais distrutto e latte in calo

Di giorno e di notte lottano contro un nemico che si chiama caldo e siccità per salvare le coltivazioni. Gli agricoltori dell’ Ovest Vicentino non stanno risparmiando gli sforzi in queste settimane ma già circa il 70 per cento del raccolto di mais e soia è bruciato.
«È un momento molto difficile– spiega il presidente provinciale Coldiretti, Martino Cerantola; nell’Ovest Vicentino c’è scarsità di impianti di irrigazione e le colture sono in difficoltà. Quando si raggiungono i 36-37 gradi ed oltre, e l’irrigazione è a turnazione, il mais è praticamente compromesso. Dove invecec’è l’irrigazione si riesce a mantenere in vita le piante ma essendo un caldo anormale logicamente la pianta è in sofferenza».Ancora non si può parlare di una stima dei danni anche perché i contadini stanno combattendo per salvare parte del raccolto. «Chi ha a disposizione l’acqua e sta irrigando praticamente 24 oresu 24 potrà salvare il 30-40% di mais e soia afferma Diego Meggiolaro, presidente Coldiretti di Montecchio–; si cerca di limitare più possibile i danni. Dopo ci saranno anche da mettere a bilancio i costi sostenuti durante l’anno».Oltre alla siccità c’è un’altra preoccupazione all’orizzonte,cioè il rischio di grandinate e quindi il pericolo che il raccolto salvato possa essere rovinato in pochi minuti. «Ci auguriamo tutti la pioggia che serva a rinfrescare e a far abbassare le temperature ma parliamo di pioggia normale– aggiunge Cerantola – perché ciò che tutti paventiamo di più sono i grandi temporali».
Intanto, nonostante le temperature sahariane e la mancanza di precipitazioni, a dare una grossa mano ci pensa il Consorzio di bonifica AltaPianura Veneta. «Purtroppo i nostri fiumi Guà e Chiampo non arrivano nella parte bassa.Il Chiampo arriva poco dopo Chiampo e il Guà fino a Brogliano. Perciò stiamo lavorando con i cosiddetti pozzi si soccorso – spiega il presidente Silvio Parise -. Per fortuna veniamo da stagioni piovose, quindi la falda è gonfia,e abbiamo la possibilità di approvvigionarci in questo modo.
Per il momento stiamo rispondendo bene alle richieste dei coltivatori». Grazie ai pozzi, unodei quali,ad esempio, è situato nella zona della Carbonara a Montecchio, l’acqua viene immessa nei canali e nei fossati, permettendo di irrigare..«Con il riempimento dei canali e dei fossati – prosegue Parise – l’acqua ritorna alla falda e non va verso il mare;in questo modo si possono irrigare i campi e serbiamo al tempo stesso la fauna ittica,mammiferi e volatili».