Emergenza Caldo

20 luglio 2015

Emergenza Caldo

Fa caldo, tanto. La portata dei corsi d’acqua cala, la temperatura sale, l’ossigeno diminuisce e per i pesci è vera emergenza. Dal Retrone negli ultimi tre giorni sono stati raccolti chili di pesci morti.
Le cifre ballano, si passa dagli80-90 chili stimati dal consorzio di bonifica Alta PianuraVeneta ai 50 del Comune. Pesca grossa in ogni caso,che di miracoloso ha ben poco,conseguenza della moria che si è verificata la scorsa settimana e che stava provocandonon pochi problemi diodore in città.
DOPPIO BINARIO. Se da un lato si corre ai ripari, dall’altrosi cerca di prevenire. Agenti della polizia provinciale e volontari dei bacini di pesca sono infatti in prima linea in queste ore per trasferire i pesci dai corsi d’acqua della provincia a rischio secca a punti dove l’acqua per ora non scarseggia,soprattutto il basso Bacchiglione. Quintali gli esemplari portati in salvo nelle ultime settimane. Impossibile invece intervenire per tutti gli altri organismi che popolano torrenti e fiumi, destinati a morte certa in caso di secca. Il rischio è concreto e la guardia non potrà essere abbassata almeno finché il meteo non cambierà in modo deciso. ASFISSIA.Sul fronte Retrone,gli uomini del consorzio AltaPianura Veneta, in base ad un accordo con il Comune,sono stati impegnati tre giorni nel recuperare i pesci mortiper asfissia la scorsa settimana.
Un lavoro impegnativo,lungo il fiume che attraversa la città con l’impiego di piccole imbarcazioni a fondo piatto, usate anche per gli sfalci.L’intervento è iniziato martedì,con le squadre impegnate nella verifica della avigabilità del Retrone. Mercoledì i lavori sono proseguiti con il recupero dei pesci dalla Dioma a Ponte San Paolo; mentre ieri è stato completato il tratto fino a Ponte dei Marmi, in viale Margherita. «Sono stati raccolti 80-90 chili di pesce -spiega il presidente Silvio Parise -. Nell’ultimo tratto verso il tribunale l’acqua è scarsa e per procedere servirà un mezzo anfibio in grado di avanzare grazie ai cingolati».
LO SMALTIMENTO. Lo smaltimento del pesce sarà ora gestito da Aim Valore Ambiente secondo la procedura riservata all’organico. «Quello dei pesci morti nel fiume Retrone è un fenomeno che si ripete quasi ognianno - chiariscono dalComune-.Lecause sono da cercare nella scarsità di ossigeno nell’acqua e nell’alta temperatura. Sono ovviamente due fattori collegati la cui combinazione è incompatibilecon la vita dellespecie ittiche che muoiono per asfissia». Sempre da palazzoTrissino fanno sapere inoltre che «nel frattempo è in fase di predisposizione da parte del Comune una notache invita il Consorzio e il Genio Civile ad intensificare,per quanto possibile, lo sfalcio della vegetazione a pelo’acqua e l’eliminazione delle alghe, nonché aumentarel’apporto idrico al Retrone».
Interventi che dovrebbero ridurre  il problema dell'intrappolamento dei pescimorti, evitando di conseguenza la loro putrefazione e il diffondersi del forte odore. Silvano Foladore, presidente del Bacino di Pesca della zona B,nonci sta però a chiudere così la vicenda. «Siamo alle solite - dice -, sempre qui ad intervenire a posteriori per recuperare il pesce morto,invece che portare avanti una programmazione seria di sistemazione della rete discarico. La morìa dei giorni scorsi è stata legata anche al riversamento dell’acqua nel Retrone dopo il maltempoche ha investito la città. Il liquido di scarico ha inquinato l’acqua, lasciando i pesci senza ossigeno e facendoli così morire per asfissia». «C’è da dire poi - aggiunge con una punta di amarezza - che non c’è grande disponibilità d’acqua, ma tutti se ne fregano e continuano ad attingere dai corsi d’acqua, senza che nessuno controlli. Siamo in un Paese in cui prima vengono industria e agricoltura,poi tutto il resto e intanto i pescatori pagano un sacco di soldi tra licenze e permessi per trovarsi in queste condizioni.