'In 500 rubano l'acqua per i campi'

17 luglio 2015

'In 500 rubano l'acqua per i campi'

Tanti sono gli agricoltori che usano bocchette più larghe del consentito modificando i sistemi  a pioggia.

Torna la siccità e si fanno vivi i furbetti dell’irrigazione, con agricoltori «che non rispettano le regole nel distribuire l’acqua nei propri campi».

È Imerio Borriero, direttore dell'area tecnica territoriale del Consorzio di bonifica Alta Pianura Venetaoltre che vice sindaco di Montecchio Precalcino, a lanciare l'allarme.

«Da qualche giorno abbiamo iniziato ad effettuare controlli a sorpresa, durante la
settimana ma anche di notte oltre che di sabato e domenica - spiega - In molti usano
bocchette più larghe del consentito, sugli irrigatori a pioggia.
Un comportamento che va a ridurre la risorsa idrica nei campi dove invece l'irrigazione
è per scorrimento, cioè con tubi al suolo».
I numeri forniti da Borriero sono chiari: su circa 4 mila utenti in un territorio ampio
2.500 ettari tra i Comuni di Thiene, Dueville, Villaverla, Sarcedo e Montecchio Precalcino,
3 mila utilizzano impianti a pioggia mentre mille quelli a terra. «Le irregolarità
di media avvengono per il 15 per cento di chi utilizza irrigatori a pioggia, quindi 450
utenze - precisa - Le norme concedono l’uso di cinque getti da 8 millimetri oppure uno
da 17 millimetri. Molti, invece, ne usano di più grandi: addirittura fino a 21 millimetri».

Affinché tutti possano usufruire del servizio fornito dal Consorzio, il tecnico raccomanda massimo rigore.

«Ognuno può attingere acqua in un determinato giorno e per un certo minutaggio
- avverte - Solo così tutti avranno acqua sufficiente per coltivare. Pugno di ferro
da parte nostra, con controlli: per chi non rispetta le regole si potrebbe configurare anche il reato di furto».
Pier Davide De Marchi del Cda del Consorzio aggiunge: «Vogliamo garantire a tutti il
servizio per cui hanno pagato. Nei momenti di siccità deve esserci l’ acqua sia a monte che a valle».•