Leb colabrodo:perde tre metri cubi d’acqua al secondo

10 agosto 2015

Leb colabrodo:perde tre metri cubi d’acqua al secondo

È la denuncia di Cavazza,vicepresidente del Consorzio di bonifica Alta Pianura Veneta:«Spreco assurdo,si intervenga»

 

Leb colabrodo: ogni secondo si perdono tre metri cubi d’acqua. È la stima, accompagnata dalla protesta e da un richiamo alla Regione, che parte da Moreno Cavazza, vicepresidente del Consorzio di bonifica Alta Pianura Veneta,che ha sede a San Bonifacio:
«Il canale Lessinio-euganeo-berico è essenziale per l’irrigazione (altra finalità dei consorzi di bonifica, ndr) ma non è più tollerabile uno spreco simile: per risolvere il problema servono le manutenzionima per fare i lavori la Regione deve aprire la borsa
», tuona Cavazza.A cosa siano dovute perdite così ingenti, che nel periodo in cui il Leb viaggia a 32 metri cubi al secondo rappresentano un 10 per cento d’acqua buttato, lo spiega lui stesso:«Nel corso degli anni si sono manifestate criticità in corrispondenza delle lastre in calcestruzzo del canale Adige Guà da cui i frequenti moti di filtrazione, locali sollevamentie conseguenti gravi perdite di portata. Vanno finanziati i progetti del Leb».Di che si parla lo spiega Luciano Zampicinini, presidente del consorzio Leb (consorzio di secondo grado con sede a Cologna Veneta) che alimenta un territorio di quasi 350 mila ettari chiuso tra quattro province (Venezia,Padova, Verona e Vicenza),«disseta» oltre 106.000 ettarie serve 103 comuni: «Nel 2010 abbiamo presentato al ministero un progetto da 12 milioni di euro per proseguire la manutenzione delle sponde dal casello di Zerpa verso monte per circa 5 chilometri.Non abbiamo mai mollato l’osso ma il progetto è rimasto lì per mancanza di risorse».Nel frattempo, però, il Leb ha scoperto di avere anche una rilevante funzione di protezione civile e sicurezza idraulica: due anni fa fu propriol’utilizzo del Leb, come cassa di laminazione a monte e come «travaso» a valle, a salvare Este dall’alluvione.«Il Leb si è rivelato un efficacissimo bypass che consente di incamerare, a monte dei centri abitati a rischio,l’acqua dei fiumi quando raggiunge il livello di guardia. Le prese che sono state concepite per immettere acqua»,semplifica Zampicinini,«possono essere usate in senso inverso e contribuire alla sicurezza idraulica di tutto il territorio attraversato dal Leb».Così,con questa nuova «pelle», il Leb è diventato anche un alleato per la difesa del suolo e proprio da questo suo ulteriore profilo è venuto fuori un progetto sovrapponibile a quello parcheggiato al ministero.«La mia preoccupazione è la messa in sicurezza delle sponde lungo quei 5 chilometri che scendono verso la Zerpa, ma è evidente che se si procedesse diremo addio alle perdite e garantiremo il canale anche rispetto al suo utilizzo come bypass». Insomma,un progetto e almeno tre benefit attesi, e a guadagnarci sarebbe pure Verona perché il Leb (che ha una portata massima di 40/42 metri cubi al secondo) copre tutta l’area compresa tra Montorio e le valli di Albaredo.Cavazza nonva per il sottile:«La Regione finanzi le opere: il Leb soddisfa le richieste d’acqua dei consorzi di bonifica grazie a una capillare distribuzione. È assurdo lottare per avere proroghe e aumenti di portata e poi buttar via tre metri cubi d’acqua a secondo».