Siccità, bollette del consorzio più care

01 dicembre 2015

Siccità, bollette del consorzio più care

Rincari in vista per le bollette del Consorzio Alta Pianura Veneta. Tutta colpa delle bizze del meteo. Dal mese di maggio, i proprietari di immobili che rientrano nelcomprensorio dell’ente (gestisce il territorio di 60 Comuni della
provincia di Vicenza, parte del Veronese e cinque della provincia di Padova, per 2.800 km di rete idraulica), avranno una maggiorazione del 3,48% sulla quota annuale dovuta al Consorzio.
L’aumento, stabilito nell’ambito dell’assemblea di approvazione del bilancio di previsione 2016, è stato motivato dai vertici con la necessità di far fronte alle spese eccezionali dovute ai cambiamenti climatici che fanno impennare
i costi energetici:
«L’estate trascorsa, con un’importante siccità - spiega il presidente Silvio Parise -, ha indubbiamente creato non poche difficoltà e non vi è dubbio che abbia contribuito ad aumentare le spese,analogamente a quanto è avvenuto a seguito delle passate alluvioni ». Per dare una misura delle difficoltà, fa sapere ilnumero uno del Consorzio, «quest’anno abbiamo pagato 200mila euro in più di bollette energetiche». Ecco allora spiegato il ritocchino. «In cinque anni non abbiamo mai aumentato la tassa, ma ora non abbiamo scelta». L’importo che viene richiesto ogni anno ai proprietari di immobili varia a seconda della tipologia di abitazione e della relativa metratura. Il rincaro, dunque, sarà proporzionale alla quota di base. Per fare un esempio concreto: chi deve 30 euro, dal 2016 avrà un aumento di 1 euro.
«Con le maggiori entrate previste - prosegue Parise - intendiamo onorare con ancor più vigore l’impegno assunto con i cittadini contribuenti. Saranno intensificate le opere di manutenzione ordinaria volte a salvaguardare
il territorio e l’ambiente. Realizzeremo importanti interventi di bonifica per la messa in sicurezza di aree a rischio, anche in un’ottica di prevenzione, e interventi per estendere l’irrigazione».
Nel dettaglio, tra gli interventi in calendario per il prossimoannoc’è lamessa in sicurezza dell’argine dello scolo Ferrara ad Arcugnano per 500 mila euro, la sistemazione delle sponde delle rogge Feriana e Porto a Rettorgole e Cresole di Caldogno per 750 mila euro, messe in ginocchio dopo l’alluvione del 2010 - e ancora opere al fiumeTribolo per mettere in salvo dagli allagamenti le aree abitate e industriali di Vicenza, Bolzano Vicentino e Quinto. Costo: 900 mila euro. Tra le entrate attese, invece, c’è una spina nel fianco: «La Regione deve versare 6 milioni di euro per interventi che abbiamo già realizzato in regime di massima urgenza nel 2011, nel 2013 e nel 2014. Ci auguriamo un rapido sblocco dei fondi»