Criticità

11 febbraio 2014

Criticità

A.N.B.I.:
“IL 18 FEBBRAIO A ROMA IL PIANO PER LA RIDUZIONE DEL RISCHIO
IDROGEOLOGICO”

“Di fronte al succedersi delle criticità idrogeologi-che che colpiscono il Pae-se (che valore hanno le vi-te delle persone, soprattut-to se bambini?) e di fronte alla persistente disatten-zione concreta della politi-ca, ci assumeremo, ancora una volta, la responsabilità di presentare, Martedì 18 Febbraio p.v. a Roma, il Piano per la Riduzione del Rischio Idrogeologico, frutto del quotidiano monitoraggio che i Consorzi di bonifica attuano sul territorio nazionale: per ogni re-gione, in cui abbiamo com-petenza in materia, presenteremo gli interventi im-mediatamente cantiera-bili e le risorse economiche necessarie a prevenire eventi alluvionali e franosi. I progetti sono pronti, ormai sappiamo tutto del territorio, servono però scelte, che non dipendono da noi.” Ad annunciarlo è stato Massimo Gargano, Pre-sidente dell’Associazione Nazionale Bonifiche e Ir-rigazioni (ANBI), che pro-segue: “E’ opportuno ricor-dare che il 68,9% dei co-muni italiani è interessato da aree ad alto rischio idrogeologico, che il 4,5% della superficie italiana è minacciata da frane e il 2,6% è a rischio alluvione; su questo territorio sorgo-no, in evidente pericolo, oltre 6.000 scuole e più di 500 strutture sanitarie, senza contare il patrimonio artistico ed architettonico. Inoltre –ha concluso il Pre-sidente ANBI- da una no-stra indagine, quasi il 60% degli italiani indica frane e smottamenti come una delle prime tre emergenze ambientali del Paese (le alluvioni lo sono per quasi il 50% del campione) ed il 47% ormai ritiene di vivere in una zona a rischio idro-geologico (il 25% teme le alluvioni, il 21% gli allaga-menti, il 15% le frane); questa acclarata insicu-rez-za territoriale è penalizzante per qualsiasi ipotesi di rilancio economico del Paese”.

Veneto
MALTEMPO,
GIORNI DI GRANDE PREOCCUPAZIONE

Per una settimana, più di cinquecento uomini dei Consorzi di bonifica hanno sorvegliato, 24 ore su 24 ore, il livello dei fiumi, il funzionamento degli im-pianti idraulici, con l’impie-go di un migliaio di mezzi e macchine operatrici (trattori, escavatori, pompe idrovore mobili). Sono queste le forze con-sortili in campo per contrastare il fenomeno alluvionale dei giorni scorsi. Si è trattato di un’e-mergenza che, a differenza del 2010, ha messo a dura prova la rete dei corsi d’acqua minori, impossibilitati a smaltire l’acqua in eccesso verso i fiumi, perché in piena, o verso il mare, per via delle alte maree. Le situazioni più gravi, con allagamenti di centri abitati, si sono registrate nella zona termale euganea e nel portogruarese. Il Consorzio di bonifica Veneto Orientale (con sede a San Donà di Piave, VE) ha reso noto che la fase acuta dell'emergenza può considerarsi superata: il funzionamento degli im-pianti idrovori consorziali si è ulteriormente ridotto a circa il 50% della capacità complessiva grazie al pro-gressivo calo dei livelli idrometrici; purtroppo per-mangono estesi allaga-menti, che non saranno riassorbiti prima di qual-che giorno. Si avvierà ora la conta dei danni alle ope-re di bonifica che, ad un primo esame, appaiono consistenti. Una ferma richiesta di condivisione delle scelte è stata avanzata pubblicamente dal Consorzio di bonifica Alta Pianura Veneta (con sede a San Bonifacio, VR) nei confronti della Regione Veneto, i cui uffici, ordi-nando il fermo delle cen-trali idrovore consortili, hanno messo in crisi l’area della Bassa Veronese con vasti allagamenti (circa ventimila ettari) nei comuni di Terrazzo e Merlara. Stato di allarme anche per gli uomini del Consorzio di bonifica Veronese (con sede a Verona), nel cui comprensorio erano a ri-schio gli abitati di Cerea, Bionde di Salizzole e Ter-ranegra di Legnago ed i corsi d’acqua erano al limite della portata. Tecnici ed e operai del Consorzio di bonifica Acque Risorgive (con sede a Venezia Mestre) sono stati infine al lavoro, giorno e notte, per monitorare la rete idrogra-fica di oltre duemila chilo-metri e garantire la sicu-rezza nei 52 comuni del territorio (alcuni mezzi operativi sono stati anche inviati a supporto delle e-mergenze verificatesi in altri bacini consortili), atti-vando tutti i 24 impianti idrovori. Gli interventi idraulici, realizzati in questi ultimi anni, hanno consentito di risolvere alcuni nodi critici, che in passato avevano creato forti disagi, dimostrando come sia urgente realizzare anche le altre opere programmate, per le quali viene auspicato un forte interessamento delle Amministrazioni pubbliche competenti.

Lazio
LE COLPE
SONO ALTROVE

In relazione all’eccezionale evento atmosferico regi-strato nei giorni scorsi a Roma, caratterizzato da una quantità molto elevata di pioggia, il Consorzio di bonifica Tevere e Agro Romano (con sede a Ro-ma) ha comunicato che il sistema dei canali e degli impianti ha svolto a pieno regime le funzioni idrauli-che e che la manutenzione ordinaria effettuata sui ca-nali consortili ha limitato i danni, nonostante l’ecces-siva urbanizzazione; sono anni, infatti, che l’ente con-sortile denuncia la necessità e l’urgenza di stanziare fondi per il potenziamento delle idrovore e la ricalibratura dei canali: dal 2008, nonostante le alluvioni verificatesi a Roma con cadenza biennale, gli unici fondi stanziati dalla Regione Lazio sono stati pari a 900.000 euro per il solo intervento urgente sul Canale Palocco. Il Consor-zio da anni denuncia il col-lasso della rete seconda-ria, avendo in cantiere molti progetti per ridurre il rischio per la popolazione. Oltre a ciò, tutte le denun-ce di realizzazioni abusive (ponticelli inadeguati, re-cinzioni a ridosso degli ar-gini, intubamento di canali) non sono mai state prese in considerazione dalle amministrazioni competen-ti; se ciò fosse avvenuto, il deflusso delle acque sa-rebbe sicuramente miglio-re.

Lombardia
PIOVE SUL
BAGNATO

Il maltempo è tornato ad abbattersi sul mantovano e nel comprensorio del Con-sorzio di bonifica Terre dei Gonzaga in de-stra Po (con sede a Mantova). Oltre trenta i millimetri di pioggia caduti in una sola giornata e che hanno costretto all’attivazione del-l’impianto idrovoro ex Re-vere e successivamente anche dell’impianto mo-numentale a Moglia di Sermide. E’ solo grazie a questi impianti che è stata scolata la grande quantità d’acqua caduta: sono stati pompati 2.300.000 metri cubi d’acqua. Si sono regi-strati anche alcuni limitati allagamenti per la cattiva manutenzione dei fossi in-terpoderali, per la quale è stata altresì chiesta la collaborazione dei proprietari.

GARGANO:
“DOPO SIBARI, VOLTERRA: PA-TRIMONIO ARTI-STICO A RISCHIO”

“In queste ore rivediamo ri-correnti immagini di dram-mi causati dalla mancanza di sicurezza idrogeologica: morti, danni, evacuazioni. Di una cosa possiamo essere fieri: ovunque ci sia, l’azione dei Consorzi di bonifica è determinante per contrastare il degrado del territorio; i cassetti dei Consorzi di bonifica sono ricchi di progetti immedia-tamente cantierabili.” Ad affermarlo, a Firenze, è stato Massimo Gargano, Presidente ANBI, a margi-ne della Conferenza Orga-nizzativa delle Unioni Re-gionali Bonifiche Tosca-na, Liguria, Marche, Um-bria. “Serve però la volon-tà politica di destinare le necessarie risorse finan-ziarie ad un importante in-vestimento per il futuro del Paese: un grande piano di manutenzione del territorio che, oltre ai drammi umani e ai danni per il territorio, eviti conseguenze irrepa-rabili al patrimonio artisti-co, come testimoniano il crollo delle mura di Volter-ra o, solo pochi mesi fa, l’allagamento degli scavi archeologici di Sibari. Il territorio è l’elemento car-dine per un nuovo modello di sviluppo che, unico e in-clonabile, possa offrire orizzonti di rilancio eco-nomico per il Paese. Dai nostri primi dati, però, emerge la fotografia di un suolo italiano in crescente difficoltà idrogeologica, dal Nord al Sud: nella sola To-scana, le necessità per prevenire allagamenti e frane sono aumentate del 20% in 12 mesi, superan-do 1.200 milioni di euro.”

Friuli-Venezia Giulia
PREVENZIONE E MONITORAGGIO

Un’importante azione di monitoraggio e prevenzio-ne idraulica è stata attuata dal Consorzio di bonifica Ledra Tagliamento (con sede a Udine) su tutto il territorio di competenza (Gemona, Codroipo, Pal-manova, Cividale) durante recenti eventi meteorici in-tensi. Di particolare rilievo è l’effetto del funzionamen-to del canale scolmatore Corno-Tagliamento, che ha permesso di evitare esondazioni disastrose nei territori dei comuni di Rive d’Arcano, Coseano, Mere-to di Tomba e Codroipo, riducendoli anche lungo i corsi d’acqua Taglio e Stella.

Calabria
IRRIGAZIONE
AUTOMATIZZATA

Innovare e razionalizza-zione l’uso della risorsa idrica in agricoltura: è questa la “parola d’ordine” del Consorzio di bonifica Ionio Catanzarese (con sede a Catanzaro), che ha firmato il contratto per la fornitura e l’installazione di apparecchi per il controllo, nonchè la regolazione del-la distribuzione idrica alle utenze irrigue nel com-prensorio Alli-Tacina. L’in-tervento sarà effettuato su 432 ettari che ricadono nel comune di Botricello e prevede l’installazione complessiva di 68 appa-recchi di distribuzione au-tomatizzata, che sostitui-ranno gli idranti tradiziona-li. Il Consorzio fornirà al-l’utente una tessera pre-pagata di prelievo; tutti i dati saranno memorizzati sul gruppo di consegna e l’ente, a fine stagione, po-trà accertare il volume d’acqua effettivamente consumato.

Lombardia
ASCIUTTA
PRIMAVERILE

Il Consorzio Naviglio del-la città di Cremona (con sede a Cremona) ha de-terminato il periodo di “asciutta” dei canali nel mese di marzo per effet-tuare i lavori di manuten-zione in vista della prossi-ma stagione irrigua. Le re-centi piogge intense fanno presumere uno straordina-rio logoramento delle scarpate, con pericoli di frane e di dissesti arginali anche per l’incontrollato proliferare delle nutrie. L'amministrazione consor-tile ha altresì sottolineato la particolare preoccupa-zione inerente le già scar-se dotazioni irrigue deriva-te dal fiume Oglio in riferi-mento alle riduzioni appli-cate per il Minimo De-flusso Vitale.
Emilia-Romagna
IL REPORT DEL CONSORZIO

E' arrivata la seconda edi-zione del Report del Con-sorzio di bonifica Rena-na (con sede a Bologna); anche quest'anno è stato infatti pubblicato lo stru-mento con cui l’ente con-sortile racconta in dettaglio la propria struttura e presenta le attività svolte nell'annata precedente oltre a fornire tutti i principali dati di bilancio. Nelle 56 pagine del Report sono descritte, infatti, le funzioni idrauliche di scolo e difesa del territorio (in pianura ed in montagna), le attività di distribuzione irrigua a fini produttivi (agricoli e non), le funzioni ambientali. Nell'ultima edizione del Report (completamente scaricabile dal sito consortile: www.bonificarenana.it) sono presenti alcuni ap-profondimenti specifici, re-lativi all'annata appena trascorsa: un focus sull'at-tività di manutenzione e prevenzione in collina e montagna, in connessione alle potenzialità espresse dalla recente legge regio-nale; gli adeguamenti tec-nologici, connessi all'evo-luzione cli-matica ed alla necessità di monitoraggio continuo della risorsa idri-ca; le scelte di razionaliz-zazione e riorganizzazione della struttura consortile; un capitolo spe-cifico è dedicato alle ricadute so-ciali ed ambientali, con-nesse allo svolgimento delle attività idrauliche del-la “Renana”, comprensivo dell'illustrazione delle atti-vità ecomuseali.