Sos siccità,per i vigneti doc in arrivo il piano irrigazione

27 luglio 2015

Sos siccità,per i vigneti doc in arrivo il piano irrigazione

Siccità, il copione dell’estate 2012 si ripete ma qualcosa si muove invece rispetto all’irrigazione delle aree vitate di collina. Per 42 ettari a vigneto che si trovano a Cazzano di Tramigna sarà l’ultima estate a rischio, mentre decisamente più incerti sono i tempi per far arrivare l’acqua nei 100 ettari nella zona Classica del Soave, a Monteforte d’ Alpone, che i proprietari vogliono «dissetare».«Quando,tre anni fa, abbiamo vissuto l’emergenza idrica», premette  Moreno Cavazza, vicepresidente del Consorzio di  bonifica Alta Pianura Veneta, «era stato aperto un tavolo tra Apv, Consorzio di tutela del Soave, le cantine socialie le aziende agricole della zona. Quelli che, da allora,non ha perso un giorno sono i proprietari di 42 ettari di vigneto di Cazzano di Tramigna che concorrono ad un progetto grazie al quale dalla prossima estate saranno raggiunti dall’irrigazione».«Rilievi tecnici e progettazione», prosegue Cavazza,«sono stati fatti dal Consorzio e ne è venuto fuori unprogetto da 560 mila euro per l’ampliamento e il potenziamento della rete esistente.Grazie ad un nuovo pozzo che garantisce 11 litri al secondo, e che sarà realizzato nell’area di via Siro Contri, saranno servite le aree del Pizzolo e delle Sponde».Poco più di mezzo milione è il costo dell’intervento, ma la Regione Veneto concorre con un contributo di 300 mila euro: quel che resta se lo suddividono la ventina di proprietari delle coltivazioni interessate.«I lavori inizieranno in autunno», annuncia Cavazza,«e per la prossima estate l’impianto, che sarà gestito da Apv, entrerà in funzione».Cavazza parla di questo progetto come traduzione concreta della determinazione dei proprietari: dopo l’emergenza del 2012, stagione che si concluse con il 35 per cento di perdita della produzione, l’irrigazione in collina sembrava la priorità e inizialmente vennero censiti a questo scopo 418 ettari. «Cazzano non ha mai mollato», spiegaCavazza, «ma sebbene con tempi più dilatati, anche alcuni proprietari di terreni a Brognoligo di Monteforte si sono attivati ed oggi il Consorzio ha in mano un progetto preliminare da 1,2 milioni per portare l’acqua in 100 ettari di collina».Il progetto, anche in questo caso elaborato dall’Apv cheha curato tutta l’indagine geologica,prevede la messa in opera di tre pozzi: uno a servizio di 29 ettari in località Montegrande, un secondo per 39 ettari al Castellaro e l’ultimo a servizio di 27 ettari in località Sorte. «Ci siamo confrontati di recente con gli uffici regionali e paiono esserci spiragli per qualche tipo di concorso alla spesa da parte della Regione. La questione, però», annuncia il vice presidentedi Apv, «la porremo quanto prima sul tavolo di Giuseppe Pan, nuovo assessore regionale all’Agricoltura».Tre anni fa Apv si disse pronta ad accendere un mutuo per dar corso all’opera:«Certo», conferma Cavazza,«ma questa resta l’ultima spiaggia qualora non saltassero fuori risorse nemmeno dal Piano di sviluppo rurale».  I costi, in quel caso, ricadrebbero completamente sui proprietari dei terreni interessati. Apv è stata tirata in ballo,tre anni fa, anche su un progetto promosso da Montecchia per lo sfruttamento a fini irrigui ed energetici della Roggia Vienega:«Non ne abbiamopiù saputo nulla», dice Cavazza. Intanto, però, in due zone di parte: «Sì, e soprattutto a Monteforte, ci sono già richieste di estensione. A Cazzano è stato più semplice,perché la preesistenza di una rete racconta di un’ottica aperta e collettiva da parte dei coltivatori». «I fatti dimostrano», conclude Cavazza,«che la determinazione porta risultato».•