Sos caldo e siccità .Danni ai raccolti e costi alle stelle

27 luglio 2015

Sos caldo e siccità .Danni ai raccolti e costi alle stelle

«Col suto va ben anca ’a tempesta». Sarà anche un proverbio,magari un tantino fuoriluogo visto quello che è accaduto a Dolo e dintorni, ma non c’è contadino che non vi darà ragione. Ovunque ci si giri, infatti, campi sofferenti,secchi, quasi riarsi. E se dall’osservazione empirica si passa all’archivio dei bollettini meteorologici dell’Arpav,la sensazione di trovarsi  in una bolla sub-sahariana aumenta. Negli ultimi 10 giorni, infatti, escluso il rovescio di giovedì, non si è vista una goccia di pioggia non solo in pianura, ma pure sui monti. Zero millimetri, con l’eccezione modesta di Asiago negli ultimi tre giorni. Il tutto con temperature che nei rilevamenti delle stazioni di Vicenza S. Agostino, Barbarano Vicentino, Quinto Vicentino sono salite anche di 6° a fronte di una umidità spesso del 100% nel Basso Vicentino e comunque quasi sempre superiore al 90% nel resto della pianura. È andata un po’ meglio a ridosso delle colline, a Brendola e soprattutto a Breganze,ad esempio, l’afa ha dato un po’ di tregua. La Coldiretti mantiene alta l’ attenzione. E con il presidente provinciale Martino Cerantola stila un altro bollettino,quello delle perdite.«Per quanto riguarda mais e soia, nelle zone in cui è stato possibile irrigare le perdite sulla produzione sono del 30%, grazie all’effettuazione di due passaggi di irrigazione. Nelle zone in cui non è stato possibile, per irreperibilità di fonti oppure perché il Consorzio Brenta ha erogato scarsissima acqua (Quinto Vicentino,Grumolo delle Abbadesse,Torri di Quartesolo, Grisignano di Zocco,Camisano Vicentino),il danno si attesta oltre il 50%. Le coltivazioni a foraggio sono secche ed inutilizzabili». Sui vigneti la situazione è differente a seconda delle aree di produzione.«Nelle zone “nobili”, in cui iterreni sono fertili (Gambellara, Sarego e Lonigo), in cui si è intervenuti con l’irrigazione sotto chioma, il consorzio di bonifica Alta Pianura Veneta ha sempre garantito l'acqua di irrigazione. Nelle zone di collina difficilmente irrigabili con terreni meno fertili,quindi meno capaci di assorbire gli sbalzi termici (Brendola,Arcugnano e zona alta di Lonigo alta collina), i problemici sono sia per la quantità prodotta che per la qualità. Dunque colture in sofferenza». Il caldo, poi, secca gli ortaggi o ne blocca lo sviluppo:per peperoni, melanzane e pomodori un anno horribilis.Per non parlare delle patate,paradossalmente rovinate dall’acqua usata per rendere più molle il terreno, e degli allevamenti, dove la riduzione nella produzione di latte oscilla dal 10 al 15%. E negli allevamenti avicoli la mortalità è intorno al 10%,nonostante i miglioramenti tecnologici.Il tutto fra costi altissimi di irrigazione e un mercato che paga a prezzi molto bassi.«Per fortuna - sottolinea l’assessore regionale all’agricoltura Giuseppe Pan- i bacini montani nella nostra regione garantiscono ancora il 70-80 per cento della loro portata».Pan chiede al governo di riprendere un mano il piano irriguo nazionale: «Il mestiere del contadino deve essere anche quello di custodire l'ambiente e di investire nel risparmio idrico».

Ma c’è il rischio temporali con fenomeni intensi. Attivata la sala operativa

Uno stato di attenzione da«considerarsi da riconfigurare in stato di preallarme o allarme a seconda dell’intensità dei fenomeni sul piano locale». Oltre al caldo resta dunque uno scenario critico per quanto riguarda le previsioni meteorologiche. Sono attesi infatti fenomeni temporaleschi che potrebbero essere di importante intensità. Il bollettino della protezione civil e regionale parla chiaro. Il Centro ha messo in allerta il territorio regionale con prescrizioni meteo che hanno validità fino alle 14 di domani. Nel dettaglio è stato dichiarato lo stato di preallarme per i bacini idrografici AltoPiave,Piave Pedemontano, AltoBrenta-Bacchiglione-Alpone,Adige-Garda-Monti Lessini. Sarà invece stato di attenzione sui bacini Po,Fissero,Tartaro-Canal bianco-Basso Adige,Basso Brenta-Bacchiglione,Basso Piave-Sile Bacino Scolante in Laguna, Livenza Lemene eTagliamento. Fino a cessata emergenza, la protezione civile della Regione del Veneto manterrà attiva ininterrotta mentre la sala operativa del Corem(Comitato operativo regionale per l’emergenza)e la sala operativa del Cfd (Centro funzionale decentrato). Per la segnalazione di emergenze è attivo 24 ore su 24 il numero verde di protezione civile 800990009.La previsione che è stata fornita dalla Regione indica possibili temporali,anche localmente intensi,sulle zone montane e occasionalmente anche su alcune aree della pianura,specie centrosettentrionale.