Il Bollettino conferma un quadro di persistente criticità idrica: piogge di luglio vicine alla media mensile (85 mm, -9%) che non compensano il deficit accumulato dall’inizio dell’anno idrologico (696 mm, -24%).
Le temperature elevate — mese tra i più caldi degli ultimi quarant’anni — hanno accelerato la fusione delle residue riserve nivali e glaciali, riducendo ulteriormente gli apporti naturali per la stagione estiva.
Le portate dei principali corsi d’acqua permangono in magra diffusa, in calo continuo da inizio maggio.
Per il comprensorio dell’Alta Pianura il dato più rilevante è quello delle falde: i livelli restano bassi per il periodo e le criticità più marcate interessano proprio i settori vicentino e veronese.
Sul fronte irriguo i Consorzi hanno garantito il servizio con una gestione dinamica ed equilibrata, riducendo le derivazioni dove necessario, in accordo con la Regione del Veneto.
Le limitazioni concordate, in particolare lungo l’asta dell’Adige, hanno richiesto uno sforzo significativo alle aziende agricole per preservare la risorsa e garantire la priorità degli usi civili.
La proiezione per agosto 2026 indica una siccità climatica diffusa, con bilancio idrico fortemente negativo e riserva idrica del suolo in rapido esaurimento.
Le indicazioni operative privilegiano il mantenimento dei livelli nei canali a fini irrigui, il monitoraggio di falde e corpi idrici superficiali e la priorità agli interventi sulle fasi fenologiche più sensibili allo stress idrico.
Di seguito è disponibile il Bollettino ANBI Veneto e CESPII di luglio 2026 con il dettaglio dei dati sulla disponibilità della risorsa idrica.